SPORT GDP | 28.06.2012 | 12:00
 
-   +
 
 
Invia Invia
 

Montolivo ha già la Germania ai suoi piedi

L’azzurro gioca con una bandierina tedesca dedicata alla mamma sulla scarpa

Montolivo

di Massimiliano Castellani

Quando si dice la coerenza. Riccardo Montolivo anche nell’ultima stagione ha tenuto un piede in due scarpe: quella viola della Fiorentina per cui giocava e quella rossonera del Milan, al quale era già stato venduto da tempo, salvo ufficializzare il passaggio a fine stagione. Perciò, qui a Euro 2012, coerenza gli impone di tenere uno scarpino con la bandiera dell’Italia, «omaggio a mio padre», e l’altra della Germania, «con dedica a mia mamma che è tedesca»: la signora Antje nata a Kiel, città che si affaccia sul Mar Baltico vicino ad Amburgo. «Lì passavo le vacanze estive dai nonni, perciò mi sento tedesco almeno per il 10%, specie per la mia freddezza – ha raccontato sorridendo – A parte il rigore sbagliato con l’Inghilterra...».
Agli addetti ai lavori, rigore a parte, invece pare che un po’ in tutto il suo cammino di talento precoce, scuola Atalanta, gli sia mancata sempre quella giusta distanza emotiva per fare il salto di qualità. La sua fortuna è stata quella di avere avuto in Cesare Prandelli il massimo estimatore, il tecnico che gli ha dato fiducia anche nei tempi di magra – come l’ultima stagione viola –, convocandolo sempre. Così, al primo segno di cedimento fisico e tattico di Thiago Motta il ct pigmalione gli ha regalato la grande chance: la maglia del trequartista titolare. E il suo pupillo contro l’Inghilterra lo ha ripagato con una prestazione finalmente di spessore, macchiata solo da quel rigore calciato lontano dalla porta di Hart. «In quel momento mi è crollato il mondo addosso… Ma i miei compagni sono stati fantastici, mi hanno rincuorato dicendomi che ce l’avremmo fatta lo stesso. Speravo tanto che Buffon parasse qualche rigore agli inglesi...».
Desiderio esaudito e adesso c’è questa semifinale stasera contro la Germania in cui non è escluso un epilogo analogo: «I rigori? Se capitasse di nuovo non mi tirerei indietro. Solo chi non tira un rigore non lo sbaglia e io in quel momento me la sentivo. La Germania è fortissima, ma non esistono squadre imbattibili. Li abbiamo studiati e loro conoscono bene l’Italia, non ci temono, ma ci rispettano più di altre nazionali».



>>> Blogga l'articolo



 
 
 

cerca
collegamenti
Gazzetta.it

Tuttomercatoweb.com

Ansa.it - Sport