TUOR BLOG | 29.08.2012 | 08:12
 
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La battaglia tra Apple e Samsung

Dopo la storica sentenza del tribunale californiano, tra i due litiganti il terzo se la potrebbe godere, ossia l'accoppiata Microsoft-Nokia

L’hanno chiamata la sentenza del secolo. La definizione è forse esagerata, ma è sicuramente certo che la battaglia tra Apple e Sansumg è destinata ad incidere sul futuro di un settore che non è più fondato sul personal computer. Come noto, un tribunale della California ha sentenziato che il colosso coreano ha infranto alcuni brevetti della società fondata da Steve Jobs ed ha condannato Samsung a versare ad Apple un miliardo di dollari di danni. La sentenza, contro cui Samsung ha già dichiarato che chiederà un appello, permette alla società di Cupertino di chiedere che i prodotti della società coreana non vengano più venduti negli Stati Uniti.

A perdere in questa battaglia giudiziaria non è solo Samsung, ma anche Google ossia la società che vende ai coreani e a molti altri produttori smartphones (HTC, Sony e LG) il sistema operativo Andoid. Proprio per cautelarsi di fronte al possibile attacco in sede giudiziaria al sistema operativo Android Google aveva nei mesi scorsi acquistato Motorola, proprio per acquisire i numerosi brevetti di quest’ultima. Ciò evidentemente non è stato sufficiente.

A vincere non è pero` solamente la Apple, la cui capitalizzazione di borsa ha raggiunto il record storico di 623 miliardi di dollari (superando quello detenuto finora da Microsoft), ma anche la stessa Microsoft e la finlandese Nokia. Infatti la Nokia potrà approfittare delle difficoltà di Google per cercare si superare la crisi in cui versa da alcuni anni per cercare di vendere grandi quantità dei suoi telefoni Lumia che usano il sistema operativo Window. Proprio nei prossimi giorni il gruppo finlandese svelerà i nuovi telefonini che funzionano su Window 8. Insomma, della battaglia tra Apple, da una parte, e Google e Samsung, dall’altra, rischia di avvantaggiarsi la coppia Microsoft-Nokia che si candida a diventare il principale concorrente sia di Apple sia di Google.

Questa lotta tra titani pone però numerosi interrogativi. In primo luogo è probabile che questo assetto di mercato verrà alterato solamente dall’avvento di nuove tecnologie “rivoluzionarie” che rendano obsolete quelle esistenti. E’ quanto è già successo negli ultimi anni in questo settore. Chi arriva prima occupa una posizione dominante, che viene definita un “monopolio naturale”, che può essere scalzata unicamente da una nuova ondata innovativa. Questa posizione da monopolista non favorisce affatto i consumatori, come ha messo in evidenza la posizione dominante di Microsoft nell’era dei Personal Computer. In secondo luogo, come sostengono molti economisti, l’applicazione troppo rigorosa delle norme che proteggono i brevetti (come sembra sia stata quella del tribunale californiano) e quindi la proprietà intellettuale rischia di intralciare o di ritardare le innovazioni tecnologiche. Questo caso riapre questa discussione che è divampata con il tentativo di brevettare la sequenza del menoma umano e che è da tempo in corso per quanto riguarda i prodotti del settore farmaceutico.

Vi è infine da interrogarsi sulle quotazioni di borsa di queste società. Non sorprende che la sentenza abbia dato ulteriore spinta al rialzo alla Apple e che abbiano penalizzato invece le azioni di Samsung. Non sorprende nemmeno che le azioni della finlandese Nokia siano salite e che addirittura siano più che raddoppiate nelle ultime sei settimane dopo aver toccato il minimo degli ultimi 16 anni. Quindi, si tratta di società che possono dare grandi soddisfazioni, ma anche grandi delusioni.

E’ quanto del resto ha dimostrato il collocamento in borsa di Facebook. Il valore delle azioni del gigante del social network si sono dimezzate, dimostrando che attorno alla società era stata creata ad arte una esuberanza infondata. Ora toccherà ai tribunali dare un giudizio sulle numerose class action che sono state nel frattempo depositate. Quello che sui può dire per concludere è che proprio in questi settori si è incentrata l’attenzione che rischia di aver creato una nuova piccola bolla speculativa.



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