SPICCHI DI SPORT | 29.08.2012 | 13:37
 
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Bellinzona, serviva altro….

di Mauro Antonini

Verve, creatività e fantasia a patron Giulini non mancano di certo. In questi 4 anni da presidente l’ha abbondantemente dimostrato. Purtroppo, però, sono state messe a disposizione di progetti che
ben poco hanno a che vedere con il calcio d’elite. Se al numero 1 granata sono davvero riuscite le iniziative culturali e umanitarie, altrettanto non si può dire lo stesso per il settore in cui lui avrebbe dovuto eccellere e cioè la presidenza di una società calcistica… I dati, nudi e crudi, lo attestano: una relegazione in Challenge League (2011), una mancata promozione (2012) e tutta una serie di decisioni che hanno lasciato sospesi parecchi dubbi. L’ultima, a parer nostro, è la scelta del tecnico da affiancare ( o da mettere davanti, fate voi) a Antonio Tavares, uscito malamente da due settimane di interinato post Raimondo Ponte. Il nuovo presunto titolare della panchina Francesco Gabriele ha poca esperienza e non ha un curriculum da Swiss Football League (il Baden, con tutto il rispetto non è una referenza). Una sorta di carneade, sulle spalle del quale si getta la responsabilità di raddrizzare una stagione iniziata male e di raggiungere l’unico obiettivo che interessa a Giulini e alla piazza: la Super League. Difficile pensare che il tecnico italiano abbia la bacchetta magica anche se dalle prime interviste si è capito che è molto determinato e conosce la materia. Ma la domanda che in molti si sono posti in queste ore è questa: è l’uomo giusto per il delicato momento? Avanziamo qualche dubbio. Secondo noi serviva un personaggio più autorevole, una specie di gestore, che ricaricasse l’ambiente, che tenesse a bada Yakin (elemento comunque chiave sullo scacchiere granata) e con i suoi consigli sapesse rigenerare una squadra senza identità.
Saprà Gabriele fare tutto questo? Il suo sarà un compito arduo, perché Bellinzona è diventata una polveriera pronta a scoppiare. Gli auguriamo di riuscire.



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